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06/10/11

Zappa, postmodernismo rock



Un altro esempio di postmodernismo rock ante litteram è Frank Zappa, la cui parabola creativa rispecchiava da vicino (e a tratti sbeffeggiava) quella dei Beatles, con particolare riferimento al suo debole per la sperimentazione in studio con il tape editing. Uscito alla fine del 1968 qualche settimana dopo il «White Album», «Cruising with Ruben & The Jets» era un album-parodia del doo-wop, con Zappa e le Mothers of Invention nei panni di un immaginario gruppo vocale anni cinquanta sulla falsariga di formazioni come Little Caesar & The Romans e i Flamingos. Pur essendo un affettuoso esercizio di nostalgia dei suoni pop della sua giovinezza, «Cruising with Ruben & The Jets» era anche, per citare Zappa, la dissezione «scientifica» di uno stile d’annata tesa a scomporlo impassibilmente nei suoi «motivi stereotipati» per poi ricostruirli in «meticolosi conglomerati di cliché archetipici». L’emozione pop era esibita come insieme di tecniche standardizzate, meccanismi per manipolare i sentimenti dell’ascoltatore.

Simon Reynolds, Retromania, p. 209


16/08/11

Britpop rewind #1



Signor Hulot ha messo insieme un interessante collage del sound Britpop attraverso le intuizioni di Simon Reynolds in Hip-hop rock.

Vi ricordate il brit-pop? Blur contro Oasis, Blair e la cool Britannia (per alcuni la luce alla fine il tunnel tory, per altri la dimostrazione che la Thatcher aveva vinto in modo definitivo), il recupero di una continuità tipicamente inglese, tra Kinks, Beatles, Stones, Traffic, T-Rex e Roxy Music. Morrissey come fratello maggiore e gli Stone Roses come prime movers. Ecco qui allora una breve rassegna sull'altro brit-pop, quello lontano da Damon Albarn e dai fratelli Gallagher. Canzoni che hanno avuto un grande successo ma che ora, passato un po' di tempo, rischiano di essere dimenticate.

Reynolds racconta a modo suo il brit pop in varie parti di Hip-hop rock

Pulp - Common People. I Pulp non ce li dimentichiamo di certo, e Common People rimane il capolavoro assoluto di quegli anni. Orgoglio working class contro le ragazzine bene che giocano a fare le alternative. Vi dice niente? Che poi la musica sia quasi kraut rock (quella batteria e quella tastiera...) è quasi un dettaglio e che Jarvis sia un Brian Ferry dinoccolato, dove lo mettiamo?


Elastica – Stutter. Come capita spesso, un gruppo a prevalenza femminile che lascia sui blocchi di partenza molti maschietti un po' troppo intenti a guardarsi l'ombelico. Tra i pochi gruppi brit pop a non far finta che il punk non sia esistito, e lo si capisce dalle chitarre taglienti di Justine Frischmann e Annie Holland, una rarità nel genere.



The La's - There She Goes. Morbidi arpeggi di chitarra sixties e melodia che entra in testa. Classicismo inglese da questi figli di Liverpool e del Merseybeat. Dimenticavo: parla dell'abuso di eroina.



Divine Comedy – Tonight We Fly. Neil Hannon è un genio del pop sinfonico e della satira british. Come se i Kinks fossero suonati da Michael Nyman in un teatrino che dà le commedie di Noel Coward. Tonight we Fly tiene fede al testo e fa volare, forse sopra i tetti di Londra.

09/08/11

Simon Reynolds: RETROLOGIA #2



Ecco un'altra carrellata degli eventi principali e dei fenomeni del «Ri-decennio».

«Retrologia» (parte seconda: 2006-2008)
«2006/Gennaio: Rock of Ages – un musical che sta all’hair metal del Sunset Strip anni ottanta come Grease sta al rock’n’roll anni cinquanta e Mamma Mia! agli Abba – debutta al Vanguard di Los Angeles. Journey, Bon Jovi, Twisted Sister, Poison, Whitesnake e altri sono gli autori dei cavalli di battaglia di mtv che compongono la colonna sonora della storia di «un leggendario rock club di Hollywood che va incontro alla morte per colpa delle voraci società immobiliari». Definito dal Los Angeles Times «una bomba di adrenalina rétro», lo spettacolo si sposta al Flamingo Hotel and Casino di Las Vegas (tutto esaurito per varie serate) e poi a New York e Broadway >>>> 2006/Marzo: Dopo essersi riuniti per una serie di concerti, i membri ancora in vita della formazione originale degli Stooges pubblicano «The Weirdness», il primo album dopo oltre vent’anni >>>> 2006/Marzo: VH1 Classic sponsorizza un doppio tour di Blondie e The New Cars (con Todd Rundgren alla voce al posto di Ric Ocasek, contrario al progetto). L’ultima raccolta dei successi di Blondie è promossa dal singolo Rapture Riders, un mash-up della loro hit disco-rap Rapture e di Riders on the Storm dei Doors >>>> 2006/Giugno: Love, lo spettacolo sui Beatles del Cirque du Soleil, debutta a Las Vegas >>>> 2006/Luglio: VH1 Classic trasmette un documentario sui Platinum Weird, leggendario e dimenticato gruppo soft rock antesignano dei Fleetwood Mac. Al film partecipano Mick Jagger, Elton John e Ringo Starr, ma la band immaginaria, lanciata qualche mese prima con finti siti web, è formata da Dave «Eurythmics» Stewart e Kara DioGuardi. In autunno esce l’album «Make Believe», dieci registrazioni «del 1974» >>>> 2006/Agosto: MTV festeggia il venticinquesimo compleanno rimandando in onda le sue prime ventiquattr’ore di programmazione (1 agosto 1981) >>>> 2006/Settembre: Elton John e Bernie Taupin pubblicano «The Captain & The Kid», il seguito di «Captain Fantastic & the Brown Dirt Cowboy», il concept album semi-autobiografico del 1975. Per quanto la title track proclami che «you can’t go back / and if you try it fails» (Non puoi tornare indietro / Se ci provi fai fiasco), l’album vende quasi il doppio del precedente «Peachtree Road» del 2004, a detta di Elton «probabilmente uno dei miei album meno venduti di tutti i tempi» >>>> 2006/Novembre: «Love», una raccolta di remix e mash-up di classici beatlesiani realizzata da George Martin insieme al figlio Giles come colonna sonora dell’omonimo spettacolo del Cirque du Soleil a Las Vegas, debutta al numero 4 di Billboard e al numero 3 delle classifiche inglesi >>>> 2006/Inverno: Lou Reed esegue dal vivo per la prima volta l’intero album «Berlin»; altrettanto fanno Martin Stephenson e i Daintees con il loro «classico» «Boat to Bolivia» >>>> 2006/2007/2008: Già riformatisi nel 1996 per il Filthy Lucre Tour, i Sex Pistols si riuniscono per cinque concerti nel Regno Unito e vari festival europei >>>> 2007/Febbraio: Jo Mitchell, giovane artista del Regno Unito, rimette in scena all’ICA di Londra Concerto for Voice and Machinery, la famigerata e turbolenta performance allestita da alcuni elementi dell’ensemble rumoristico tedesco Einstürzende Neubauten nel 1984 proprio all’ICA >>>> 2007/Marzo: I Cool Kids, una formazione retro-rap, pubblicano il primo ep «Totally Flossed Out». Il pezzo forte è 88, un omaggio all’annus mirabilis dell’hip hop (nonché anno di nascita di Mikey Rocks, l’elemento più giovane del duo). Il New York Times spiega che fanno parte di un movimento lo-fi, stile «ritorno all’età dell’oro del rap», insieme ai Kidz in the Hall e ai Knux, il cui Krispy Kream dichiara: «Abbiamo registrato le canzoni nella maniera peggiore in modo che avessero un certo sentimento, come un vecchio disco hip hop del 1990 o che so io» >>>> 2007/Aprile: I Rage Against the Machine si riuniscono per la serata finale del Coachella Valley Music and Arts Festival, in California >>>> 2007/Aprile: I Theatre of Hate vanno in tour per celebrare il venticinquennale dell’album «Westworld» >>>> 2007/Giugno: Esce «Memory Almost Full», il ventunesimo album di Paul McCartney, pieno di brani elegiaci quali Ever Present Past, Vintage Clothes, That Was Me e The End of the End. «Non ci resta che il passato, a ben vedere» dichiara McCartney in un’intervista >>>> 2007/Settembre: Retrofest, il primo festival britannico dedicato agli eighties, va in scena in un castello scozzese con «il più grande schieramento di artisti anni ottanta dopo il Live Aid»: Human League, Tony Hadley degli Spandau Ballet, ABC, Howard Jones, Kajagoogoo, Bananarama e molti altri >>>> 2007/Settembre: Esce Control, il biopic di Anton Corbijn su Ian Curtis dei Joy Division >>>> 2007/Inverno: Rispuntano nelle classifiche inglesi i Madness, gli Happy Mondays, Hugh Cornwell e il suo gruppo, gli Stranglers (senza Hugh Cornwell), Ian Hunter, i New Model Army, The Men They Couldn’t Hang e i Commitments, la soul band cinematografica irlandese. Si ricordano poi il tour-anniversario dei Pogues per il venticinquennale e il «George Best» 20th Anniversary Tour dei Wedding Present, mentre la tribute band The Other Smiths lancia lo Strangeways Tour dedicato a «Strangeways Here We Come», l’ultimo album degli Smiths, e al «Best of Most of 1984-2006». Ma in una stagione competitiva come questa il premio Tristezza Cosmica va alle ventidue date del tour dei From the Jam, vale a dire Bruce Foxton e Rick Buckler senza Paul Weller >>>> 2007/2008: Il reunion tour dei Police tocca 159 arene in tutto il mondo fra il 28 maggio 2007 e il 7 agosto 2008, incassando oltre 340 milioni di dollari (il terzo tour più redditizio di tutti i tempi) >>>> 2007/2008: I Sonic Youth eseguono il loro allucinato ed epocale album «Daydream Nation» (1988) in ventiquattro concerti fra Stati Uniti, Spagna, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda >>>> » [...]

08/08/11

L'ora del pop



Sul blog Signor Hulot un post interessante sul rapporto tra la storia della musica, il passato e il presente:

Reynolds parla della nowness del pop, il rapporto tra cultura pop e tempo presente. In poche parole, a lungo il pop è stato inseparabile dalla sua capacità di mettersi in relazione con la propria epoca e di contribuire a definirla. Difficile pensare a un racconto sugli anni sessanta o sui movimenti di protesta in america o sull'edonismo degli anni ottanta senza pensare ai Beatles, a Bob Dylan o, poniamo, ai Duran Duran. Ora, lo strano effetto è quello di una cultura pop che sembra fluttuare attraverso il tempo, senza connettersi in modo diretto al senso dell'"Adesso". La nowness del pop, intesa come sua qualità primaria, corre attraverso un tunnel temporale. Essere pop, oggi, vuol dire riprendere il carattere iconico di Madonna (Lady Gaga), suonare come nella New York della fine degli anni settanta (Strokes), riattivare il garage blues (White Stripes), rispolverare il pop di coppia degli anni sessanta (le innumerevoli configurazioni del tipo duo lei-lui, da She & Him a Cat's Eyes). Persino riprendere il testimone di Crosby Stills Nash &Young e della West Coast (Fleet Foxes) o di oscure esplorazioni della tradizione folk (Devendra Banhart o Joanna Newsom). Non si tratta di semplici pastiche da parte di artisti che saltano da un genere all'altro in una sorta di deriva postmoderna che corre attraverso una miriade di temporalità musicali. Abbiamo davanti agli occhi delle fissazioni su determinate epoche passate del pop, piccole nevrosi in forma di canzone. Retromania è in fondo un viaggio in questa strana temporalità a due strati: sempre uno strato passato che appare sotto l'attuale, producendo una percezione sfalsata, leggermente spaesante. Da qui l'idea che mi rimane con più forza, leggendo il libro: che ci sia una sorta di storia sotterranea del pop, fatta di affioramenti e cancellazioni, diversa da quella – più rettilinea – che siamo abituati a sentirci raccontare.

Una breve carrellata di video degli artisti citati nel pezzo può aiutarci a capire meglio cosa intende: